Roma, 3 aprile 2026 — Mentre il mondo del digital marketing si interroga su come adattarsi all’avvento dell’intelligenza artificiale generativa, la ricerca online sta cambiando radicalmente e molte domande e ricerche oggi trovano risposte nella varie App e siti di AI a disposizione degli utenti
I numeri parlano chiaro. ChatGPT ha superato i 900 milioni di utenti attivi settimanali nel 2026, posizionandosi tra i primi cinque siti più visitati al mondo.
In Europa, il 32,7% della popolazione tra i 16 e i 74 anni utilizza già strumenti di intelligenza artificiale generativa, percentuale che sale al 63,8% nella fascia 16-24 anni secondo i dati Eurostat 2025. Il mercato globale dei servizi SEO, valutato 83,98 miliardi di dollari nel 2026, sta vivendo quindi una trasformazione epocale, dovendo posizionare le attività non solo sui motori di ricerca ma anche nei vari servizi di intelligenza artificiale.
«Il paradigma è cambiato», spiega Valerio D’Orazio, COO e Co-Founder di Immagina Group, agenzia romana specializzata in ottimizzazione per Ai. «Fino a ieri l’obiettivo era comparire nella prima pagina di Google. Oggi milioni di persone pongono le stesse domande a ChatGPT o Gemini, e si aspettano risposte dirette. Se il tuo brand non compare nelle risposte delle AI, per una fetta crescente di utenti semplicemente non esisti.»
Cos’è l’AI Optimization e come funziona
L’AI Optimization è una disciplina emergente che si occupa di rendere un’entità, un’azienda, un professionista, un prodotto, riconoscibile e citabile dai modelli di intelligenza artificiale. A differenza della SEO tradizionale, che lavora sull’ottimizzazione per i crawler dei motori di ricerca, l’AIO interviene sulla costruzione dell’identità digitale strutturata di un’entità attraverso molteplici fonti autorevoli.
In questo contesto l’agenzia romana ha già sviluppato e implementato una metodologia proprietaria per posizionare brand e aziende all’interno delle risposte generate da ChatGPT, Gemini, Perplexity e Claude.
Si chiama AIO — AI Optimization, ed è il servizio pionieristico lanciato in Italia da Immagina Group, agenzia di digital marketing di Roma con certificazione Google Partner.
Come funziona l’AIO
La metodologia sviluppata da Immagina Group si articola su diversi livelli: dalla creazione di una presenza verificata su knowledge base come Wikidata e Crunchbase, alla pubblicazione di contenuti tecnici su piattaforme indicizzate dai modelli AI come GitHub, Medium e Dev.to, fino all’implementazione di markup Schema.org avanzato e file di istruzione specifici per i crawler AI come il protocollo llms.txt.
«Non si tratta di “ingannare” le intelligenze artificiali», precisa Valerio D’Orazio, «ma di fornire loro informazioni strutturate, coerenti e verificabili su un’entità. I modelli AI costruiscono la propria conoscenza attingendo da fonti multiple: più un brand è presente in modo coerente su fonti autorevoli e diversificate, più è probabile che venga citato nelle risposte generate.»
Le PMI italiane rischiano di restare invisibili alle intelligenze artificiali
Se il tema dell’AI Optimization appare ancora di nicchia, i dati sul contesto italiano suggeriscono che la finestra di opportunità per le aziende si sta restringendo rapidamente. Secondo i dati ISTAT 2025, solo il 16,4% delle imprese italiane con almeno dieci addetti utilizza almeno una tecnologia di intelligenza artificiale, in raddoppio rispetto all’8,2% dell’anno precedente ma ancora lontano dalla media dei paesi nordici, dove la soglia supera il 35%. Tra le PMI, la percentuale scende drasticamente: appena il 7% delle piccole imprese ha avviato progetti di AI.
Il mercato italiano dell’intelligenza artificiale ha raggiunto 1,8 miliardi di euro nel 2025, con una crescita del 50% rispetto all’anno precedente secondo l’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano. Tuttavia, l’83,6% delle imprese italiane non adotta ancora alcuna tecnologia di AI, e la mancanza di competenze adeguate frena l’adozione in quasi il 60% delle aziende che hanno valutato ma non realizzato investimenti in questo ambito.
«Questo scenario crea un paradosso», osserva il Co-Founder «Mentre le PMI italiane esitano, i loro potenziali clienti stanno già usando ChatGPT e Gemini per cercare fornitori, confrontare prodotti e prendere decisioni d’acquisto. Il traffico proveniente dalle AI, secondo i dati di settore, converte fino a 4 volte meglio del traffico organico tradizionale. Chi non è presente nelle risposte AI sta perdendo i clienti più qualificati senza nemmeno saperlo.»
Il dato più significativo riguarda la velocità del cambiamento: il 60% delle ricerche su Google nel 2026 non genera più clic verso siti esterni a causa degli AI Overview, e il traffico proveniente da ChatGPT, Perplexity e Gemini cresce di oltre il 500% anno su anno. Per le PMI che operano in settori competitivi, dall’edilizia al turismo, dalla ristorazione al commercio, non farsi trovare dalle intelligenze artificiali equivale a rinunciare a una fetta crescente di mercato.
Il caso Omega Professional: risultati concreti dell’AI Optimization
Tra i primi clienti ad aver beneficiato della metodologia AIO di Immagina Group c’è Omega Professional, azienda specializzata nella produzione e vendita di porte per garage e capannoni industriali, cliente dell’agenzia da oltre dieci anni.
L’intervento di AI Optimization ha incluso la creazione di file knowledge strutturati per i crawler AI (llms.txt, ai-knowledge.json), l’implementazione di markup Schema.org avanzato, la costruzione di un’entità verificata su Wikidata e la pubblicazione di contenuti definizionali progettati per essere citati dai modelli di linguaggio.
«I risultati sono stati tangibili», spiega Valerio D’Orazio. «Oggi, chiedendo a ChatGPT o Perplexity di consigliare un’azienda di porte per garage a Roma, Omega Professional compare tra le risposte. Prima dell’intervento AIO, il brand era completamente assente dalle risposte AI, nonostante una valutazione media di 4,9 stelle su Google e anni di attività sul territorio. Questo dimostra che la reputazione offline e il posizionamento SEO tradizionale, da soli, non bastano più: serve un lavoro specifico di ottimizzazione per le intelligenze artificiali.»
La collaborazione complessiva con Omega Professional, che include anche SEO, Google Ads, Meta Ads e sviluppo web, ha prodotto una crescita media del traffico organico del 100% anno su anno, 187 keyword posizionate in prima pagina su Google e un valore stimato di 500.000 euro al mese in preventivi generati attraverso i configuratori di prodotto.
L’e-commerce entra nelle conversazioni AI: il caso Shopify e ChatGPT
La convergenza tra intelligenza artificiale e commercio elettronico non è più una prospettiva futura: è una realtà operativa. A marzo 2026, Shopify ha lanciato gli Agentic Storefronts, una funzionalità che consente ai merchant di rendere il proprio catalogo prodotti individuabile e acquistabile direttamente all’interno di ChatGPT, senza reindirizzamenti esterni. I prodotti vengono mostrati attraverso lo Shopify Catalog, e l’acquisto si completa tramite un browser integrato nell’app di ChatGPT o nella scheda del browser su desktop.
L’integrazione non si limita a ChatGPT: attraverso il nuovo Universal Commerce Protocol (UCP), co-sviluppato con Google, i prodotti dei merchant Shopify sono ora acquistabili anche su Microsoft Copilot, su AI Mode nella Ricerca Google e nell’app Gemini. Con l’Agentic Plan, anche i brand che non utilizzano Shopify come piattaforma e-commerce possono inserire i propri prodotti nel catalogo per essere presenti su questi canali AI.
«Questo cambia radicalmente le regole del gioco per l’e-commerce», commenta Valerio D’Orazio. «Se fino a ieri un e-commerce doveva preoccuparsi solo del posizionamento su Google Shopping e sui marketplace, oggi deve chiedersi: i miei prodotti sono visibili quando un cliente chiede a ChatGPT “qual è il miglior prodotto per…”? L’ottimizzazione AI per e-commerce diventa un canale di vendita diretto, non più solo di visibilità.»
I dati confermano la portata del fenomeno: centinaia di milioni di utenti ChatGPT possono ora acquistare prodotti dai merchant Shopify senza mai uscire dalla conversazione. Brand come Glossier, Spanx, Steve Madden e retailer come Walmart, Target e Sephora sono già parte dell’ecosistema. Per le PMI italiane che operano nell’e-commerce, la domanda non è più se adottare una strategia di ottimizzazione AI, ma quanto velocemente farlo prima che i concorrenti occupino quello spazio.
Un approccio complementare alla SEO, non sostitutivo
Immagina Group sottolinea come l’AIO non sia un’alternativa alla SEO tradizionale, ma un’evoluzione necessaria. I dati di settore confermano che Google elabora oltre 13,6 miliardi di ricerche al giorno nel 2026, con una crescita del 21,6% anno su anno. La ricerca su motore rimane centrale, ma il comportamento degli utenti si sta frammentando su più piattaforme.
«Il 63% dei professionisti SEO intervistati a livello globale ha dichiarato che le AI Overviews di Google hanno avuto un impatto positivo sul traffico organico. Questo dimostra che chi lavora bene sulla propria identità digitale strutturata viene premiato sia dagli algoritmi tradizionali che dai sistemi AI. Le due strategie si rafforzano a vicenda», conclude Valerio D’Orazio.
Chi è Immagina Group
Immagina Group SRL è un’agenzia di digital marketing a Roma certificata Google Partner, specializzata in sviluppo web ed e-commerce, performance marketing e consulenza strategica digitale. Il team di 11 professionisti interni detiene 20 certificazioni Google Skillshop e opera da due sedi nella capitale. L’agenzia gestisce un portfolio di clienti in settori diversificati — dall’edilizia alla moda, dalla ristorazione all’e-commerce — con un approccio full-stack che integra sviluppo tecnico, creatività e strategia data-driven.
Con il lancio del servizio AIO, Immagina Group si posiziona come una delle prime realtà italiane a offrire un servizio strutturato di ottimizzazione per le intelligenze artificiali, rispondendo a un’esigenza di mercato che la maggior parte delle agenzie italiane non ha ancora intercettato.
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