Mattoni forati: quale spessore scegliere per pareti interne e divisori?

Occhiello: Non tutti i divisori devono avere lo stesso spessore. Stabilità, isolamento acustico, presenza di impianti e destinazione degli ambienti cambiano le caratteristiche richieste alla parete.

I mattoni forati sono tra gli elementi più utilizzati per realizzare pareti divisorie e tamponamenti interni. Sono relativamente leggeri, semplici da movimentare e permettono di costruire pareti solide sulle quali applicare intonaci, rivestimenti, pensili e impianti.

Scegliere un prodotto semplicemente perché viene definito “forato”, però, non è sufficiente. Esistono elementi di dimensioni e spessori differenti, destinati a utilizzi che possono cambiare notevolmente.

Una parete che separa un ripostiglio da un corridoio non deve necessariamente offrire le stesse prestazioni richieste alla divisione tra una camera da letto e un bagno. Allo stesso modo, un divisorio destinato a ospitare tubazioni o mobili sospesi deve essere valutato diversamente da una semplice chiusura interna.

La scelta dello spessore deve quindi partire dall’uso effettivo della parete, dalle prestazioni richieste dal progetto e dalle condizioni di posa.

Che cosa sono i mattoni forati?

I mattoni forati sono elementi in laterizio caratterizzati dalla presenza di cavità interne. Secondo la classificazione tecnica dei prodotti per muratura, vengono definiti forati gli elementi con una percentuale di foratura superiore al 45%.

Proprio per l’elevata presenza di vuoti, la loro resistenza a compressione è generalmente inferiore rispetto a quella dei mattoni pieni o semipieni. Per questo vengono impiegati prevalentemente per tamponamenti e divisori non portanti, anziché per sostenere direttamente i carichi strutturali dell’edificio (Laterizio.it, “Divisori” e “Murature”).

Le cavità consentono di ridurre il peso dell’elemento e della parete finita. Agevolano inoltre le operazioni di movimentazione e posa, soprattutto nella realizzazione delle partizioni interne.

Non tutti i prodotti, tuttavia, hanno la stessa geometria. Possono cambiare:

  • dimensioni;
  • spessore;
  • orientamento dei fori;
  • massa volumica;
  • resistenza meccanica;
  • destinazione d’uso;
  • modalità di posa;
  • prestazioni termiche e acustiche.

La norma UNI EN 771-1 definisce le caratteristiche e i requisiti prestazionali degli elementi in laterizio per muratura, considerando aspetti come tolleranze dimensionali, massa volumica e resistenza (UNI, UNI EN 771-1).

Quali spessori vengono utilizzati per i divisori interni?

Gli spessori disponibili dipendono dal produttore e dalla tipologia di elemento. Nel linguaggio di cantiere vengono spesso utilizzati riferimenti come forati da 6, 8, 10 o 12 centimetri, ai quali devono poi essere aggiunti malta, intonaco o altre finiture.

I tavelloni, per esempio, sono elementi forati con spessori generalmente compresi tra 6 e 8 centimetri e vengono impiegati in determinate applicazioni non strutturali (Laterizio.it, “Costruire consapevole”).

Questo non significa che uno spessore possa essere scelto automaticamente sulla base di un’abitudine di cantiere. Il valore nominale del blocco non coincide sempre con lo spessore finale della parete, che deve includere anche:

  • strato di malta;
  • intonaco su entrambi i lati;
  • eventuali rivestimenti;
  • contropareti;
  • isolanti;
  • intercapedini.

Una parete realizzata con un elemento da 8 centimetri può quindi raggiungere uno spessore complessivo maggiore una volta terminata.

Quando può bastare un divisorio sottile?

Un divisorio sottile può essere adatto quando la parete ha una funzione semplice e non deve soddisfare prestazioni particolarmente elevate.

Può essere utilizzato, per esempio, per separare:

  • piccoli ripostigli;
  • cabine armadio;
  • disimpegni;
  • locali di servizio;
  • zone interne alla stessa unità abitativa;
  • spazi che non richiedono forte isolamento acustico.

Il vantaggio principale è il ridotto ingombro. In ambienti piccoli, pochi centimetri recuperati possono incidere sulla superficie disponibile e sulla disposizione degli arredi.

Anche il peso della parete è generalmente più contenuto. Questo aspetto può essere importante negli interventi di ristrutturazione, nei quali è necessario limitare i carichi aggiunti sui solai esistenti.

Lo spessore ridotto comporta però alcuni limiti. Una parete molto sottile può essere meno adatta a ospitare tubazioni, scatole elettriche profonde, sanitari sospesi o arredi pesanti.

Può inoltre offrire prestazioni acustiche inferiori rispetto a soluzioni più spesse o stratificate. Per questo la scelta non dovrebbe dipendere soltanto dal desiderio di guadagnare superficie.

Quando conviene scegliere mattoni forati più spessi?

Uno spessore maggiore viene normalmente valutato quando la parete deve offrire maggiore robustezza, ospitare impianti o separare ambienti con esigenze differenti.

Può essere preferibile nelle divisioni tra:

  • camere e bagni;
  • camere e soggiorni;
  • cucine e altri ambienti;
  • locali tecnici e zone abitate;
  • ambienti nei quali sono presenti tubazioni;
  • spazi destinati a utilizzi diversi.

Una parete più consistente permette generalmente di gestire meglio tracce, scatole elettriche e passaggi impiantistici, purché gli interventi non compromettano eccessivamente la sezione del laterizio.

Lo spessore può inoltre contribuire alla stabilità della parete, soprattutto quando il divisorio ha un’altezza rilevante o uno sviluppo molto lungo. La stabilità non dipende comunque soltanto dal mattone, ma anche da geometria, vincoli, collegamenti e qualità della posa.

Le regole per la selezione dei materiali e l’esecuzione delle murature sono trattate dall’Eurocodice 6 e dalle norme collegate, che considerano la muratura come un sistema composto da elementi, malta e modalità di realizzazione (UNI EN 1996-2:2024).

Lo spessore migliora automaticamente l’isolamento acustico?

Una parete più spessa o pesante può offrire prestazioni acustiche migliori rispetto a un divisorio molto leggero, ma lo spessore da solo non garantisce un buon isolamento.

Il comportamento acustico dipende dall’intera stratigrafia, comprendendo:

  • massa della parete;
  • tipo di laterizio;
  • intonaco;
  • continuità dei giunti;
  • collegamento con pavimento e soffitto;
  • presenza di scatole elettriche;
  • passaggi impiantistici;
  • trasmissioni laterali attraverso le strutture adiacenti.

Una parete doppia con intercapedine può ottenere risultati differenti rispetto a una parete monostrato dello stesso spessore complessivo. Laterizio.it distingue infatti tra pareti monostrato, pareti doppie e soluzioni stratificate, evidenziando come la configurazione complessiva influenzi le prestazioni della partizione (Laterizio.it, “Pareti leggere e stratificate in laterizio”).

Anche una piccola discontinuità può ridurre sensibilmente l’efficacia della parete. Due scatole elettriche installate una di fronte all’altra, per esempio, possono creare un punto debole nella separazione tra gli ambienti.

Per ottenere una prestazione acustica precisa è quindi necessario fare riferimento a sistemi documentati e a valutazioni tecniche, non alla semplice impressione che “più spesso significhi sempre più silenzioso”.

Quale spessore scegliere quando devono passare gli impianti?

La presenza degli impianti è uno degli aspetti più importanti nella scelta dei mattoni forati.

Le pareti interne possono dover contenere:

  • cavi elettrici;
  • scatole di derivazione;
  • tubazioni idriche;
  • scarichi;
  • condotti;
  • collegamenti per climatizzazione;
  • predisposizioni tecnologiche.

Realizzare tracce profonde su un divisorio sottile può indebolire la parete e provocare fessurazioni. Il rischio aumenta quando le scanalature sono orizzontali, molto estese o concentrate nella stessa zona.

Prima di scegliere lo spessore è quindi necessario conoscere la posizione degli impianti. In alcuni casi può essere preferibile utilizzare una parete più spessa; in altri può risultare più efficace realizzare una controparete o una soluzione doppia con spazio tecnico.

Anche la sequenza delle lavorazioni deve essere programmata. Rompere indiscriminatamente una muratura appena costruita per far passare impianti decisi in ritardo è un sistema molto diffuso per trasformare un buon progetto in un campo archeologico.

I mattoni forati possono sostenere pensili e mobili?

Una parete in laterizio forato può sostenere diversi tipi di carichi, ma il fissaggio deve essere scelto in funzione del peso e della geometria dell’elemento.

Per quadri, mensole leggere e piccoli accessori possono essere sufficienti tasselli specifici per laterizio forato. Per pensili da cucina, mobili sospesi, caldaie, sanitari o carichi elevati occorrono sistemi di fissaggio adeguati e una valutazione più attenta.

Il problema non riguarda soltanto lo spessore della parete. Contano anche:

  • resistenza del prodotto;
  • disposizione dei fori;
  • profondità dell’ancoraggio;
  • tipo di tassello;
  • distribuzione del carico;
  • distanza dai bordi;
  • condizioni della muratura;
  • presenza dell’intonaco.

In presenza di carichi importanti può essere necessario prevedere rinforzi, supporti o elementi integrativi già in fase di costruzione.

Scegliere prima la destinazione della parete evita di affidare un mobile da decine di chilogrammi a un tassello scelto cinque minuti prima nel reparto ferramenta.

Perché intonaco e giunti sono importanti?

L’intonaco non svolge soltanto una funzione estetica. Contribuisce alla continuità superficiale della parete e può influire sulle prestazioni acustiche, termiche e di resistenza al fuoco.

Anche i giunti di malta devono essere eseguiti correttamente. Vuoti, discontinuità e riempimenti incompleti possono ridurre l’omogeneità della muratura e favorire la formazione di lesioni.

La posa deve rispettare:

  • allineamento dei corsi;
  • verticalità della parete;
  • sfalsamento dei giunti;
  • corretta quantità di malta;
  • collegamento alle pareti laterali;
  • raccordo con soffitto e solaio;
  • indicazioni del produttore.

Il comportamento del divisorio dipende quindi dall’intero sistema, non soltanto dalle dimensioni dichiarate del singolo elemento.

Quali errori evitare nella scelta?

Uno degli errori più comuni consiste nello scegliere lo spessore soltanto in base al prezzo. Un elemento più sottile può costare meno e occupare meno spazio, ma diventare inadatto quando deve contenere impianti o sostenere carichi.

Un altro errore è utilizzare lo stesso prodotto per tutte le pareti dell’edificio, ignorando la funzione dei diversi ambienti.

Occorre inoltre evitare di:

  • modificare lo spessore previsto senza confrontarsi con il progettista;
  • sostituire il prodotto con uno apparentemente equivalente;
  • realizzare tracce eccessive;
  • trascurare i collegamenti;
  • utilizzare tasselli non compatibili;
  • ignorare le prestazioni acustiche richieste;
  • confondere una parete divisoria con una muratura portante.

La documentazione del prodotto deve essere sempre controllata. La norma UNI EN 771-1 richiede che le caratteristiche prestazionali degli elementi per muratura siano dichiarate secondo criteri specifici, permettendo a progettisti e imprese di valutare l’idoneità all’impiego previsto.

Come individuare la soluzione più adatta?

Per scegliere correttamente i mattoni forati è utile partire da alcune domande concrete:

  1. Quali ambienti deve separare la parete?
  2. Sono richieste prestazioni acustiche specifiche?
  3. Devono passare tubazioni o scarichi?
  4. Saranno installati pensili o sanitari sospesi?
  5. Quanto è alta e lunga la parete?
  6. Qual è il peso massimo ammesso dal solaio?
  7. Sono previste prestazioni di resistenza al fuoco?
  8. Quali finiture verranno applicate?

Solo dopo aver risposto a queste domande ha senso confrontare dimensioni e prodotti.

Lo spessore corretto non è necessariamente il maggiore disponibile. È quello capace di soddisfare le esigenze della parete senza aggiungere peso, costi e ingombro inutili.

Perché ogni divisorio richiede una scelta specifica?

I mattoni forati rappresentano una soluzione versatile e consolidata per la costruzione delle pareti interne. La loro efficacia, però, dipende dalla coerenza tra prodotto, spessore, destinazione d’uso e qualità della posa.

Un divisorio sottile può essere perfettamente adeguato per un locale di servizio, ma insufficiente per una parete attraversata da scarichi o destinata a sostenere mobili pesanti.

Allo stesso modo, aumentare indiscriminatamente lo spessore non risolve ogni problema. Isolamento acustico, stabilità e capacità di fissaggio dipendono da più fattori e devono essere valutati sull’intero sistema.

La scelta migliore nasce quindi dal progetto e dall’uso reale degli ambienti. Perché le pareti sembrano tutte uguali soltanto finché non si comincia a chiedere loro di fare qualcosa.

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